SOLTANTO DIEGO

Il progetto nasce dalla richiesta di un ammiratore di Maradona, di rappresentare il campione che, all’apice della carriera, va incontro al destino, senza timori, trascinando i compagni ed un pubblico entusiasta. Per spiegarsi, mi descriveva due momenti del riscaldamento prima della partita Bayern – Napoli:     
- il sorriso rivolto al brasiliano Careca, in un contesto che sembra non lo interessi, lo sguardo leggero, tra il distratto ed il divertito, le scarpe slacciate, una giacca a vento con un cinturino in vita, i movimenti al ritmo della musica; 
- i palleggi, un’esibizione di tecnica e fantasia ma anche un’insolente manifestazione del suo talento. Colpisce di testa, di spalle, col ginocchio. Lancia la palla in alto, alle sue spalle, si gira e la blocca col piede. Le acrobazie sono il guanto di sfida per gli avversari ed un incitamento per la sua squadra.    
Per mio padre, il mio peggior cliente di sempre, è Achille che incoraggia Patroclo e i compagni d’armi prima della battaglia. Per me, fin dai primi bozzetti, è “soltanto Diego”, che ammicca spavaldo: un giovane che amava il gioco del calcio.